
lunedì, novembre 09, 2009
Seminario "DESIGN & ERGONOMIA per uno sviluppo innovativo del Made in Italy"

lunedì, novembre 02, 2009
Ligabe e la sua moto
Ligabue era considerato pazzo e fu più volte internato in istituti per la terapia delle patologie mentali. Sentiva il mondo attorno a se' in modo fortemente emotivo e riusciva a trasferire questa sua sensibilità sulla tela rendendoci partecipi, con un'esplosione di colori e violente pennellate, della ricchezza nei suoi occhi. Nei suoi quadri ritrasse i paesaggi padani, gli animali che lo popolavano (ma anche le belve esotiche di un suo personale immaginario) e se' stesso. Unica eccezione fu la sua motocicletta, ritratta in più di un'opera. Un oggetto meccanico, apparentemente inanimato ma che, evidentemente, Ligabue sentiva parte di se' e di quel mondo, schietto e povero di ricchezze materiali ma emozionalmente ricchissimo e lussureggiante. La Guzzi, incerta nel suo vivere sospesa su due ruote ma dipinta di un rosso sgargiante, è lì, a ricordarcelo. Minima nel gesto meccanico, massima nell'emozione che suscita.domenica, settembre 27, 2009
Trapianto
Le finestre sono perimetri chiusi contenenti il mondo che esiste oltre lo spazio interno. Sono spesso oggetti complessi e articolati con molteplici prestazioni (isolamento termico, chiusura e protezione, schermatura solare, etc...) e contribuiscono a definire l'identità di un edificio un po' come gli occhi fanno con il volto delle persone.
Aprirne una là dove prima non c'era significa spesso un mutamento non di poco conto. Gli esseri viventi appartenenti al regno animale non hanno la possibilità di aumentare o diminuire a piacimento i propri organi visivi; se domani vi spuntasse un terzo occhio in mezzo alla fronte, come la prenderebbe la vostra ragazza? In architettura o in edilizia la cosa é più semplice anche se a giudicare dalla complessità delle procedure burocratiche necessarie questo non sembra del tutto vero...
Questa immagine ritrae un valido esempio di trapianto auto-edificio: il parabrezza di chissà quale vecchia automobile é stato incastonato in questa muratura a formare una sorta di finestra 'a bolla' interessante per il suo modo quasi organico e biologico di esistere. I mezzi di trasporto, in generale, sono oggetti atopici e fortemente specializzati. Le modificazioni antropiche sono l'esatto opposto; per questo trovo particolarmente curiosa questa contaminazione tecnica ed estetica operata dall'agricoltore proprietario della stalla cui appartiene la parete ritratta.
lunedì, luglio 06, 2009
Casting Call
Lo studio CDM avvierà un casting per la formazione di un workshop di progettazione architettonica finalizzato alla partecipazione in team a concorsi di progettazione internazionali e all’elaborazione di progetti di ricerca orientati all’innovazione tecnologica in architettura. Maggiori dettagli presso questo indirizzo.domenica, maggio 31, 2009
Tito, il cane ergonomico
La sua razza è stata selezionata nel 1700 in Inghilterra per la caccia in tana e la sua coda pressoché verticale, corta e robusta è una vera e propria "maniglia" per poter estrarre velocemente il cane una volta infilatosi nel pertugio di una tana, appunto, nell'intento di scovarne l'occupante. Attraverso la selezione si è arrivati a compiere una vera e propria operazione di design biologico che lavora sull'interfaccia di contatto uomo-cane, la coda è diventata un vero e proprio utensile.
Un'efficace sintesi forma/funzione con il risultato che questa estremità di Tito, ergendosi guizzante ed orgogliosa dalle terga dell'animale, ne caratterizza fortemente l'identità.
sabato, aprile 25, 2009
Nodesign=Realdesign
L'atteggiamento basico di questo oggetto mi fa riflettere sul ruolo dell'industrial design in questo momento: da una parte continua ad affermarsi la necessità, per il prodotto, di saper raccontare storie attorno a se stesso, dall'altra si è affermato il bisogno del design come servizio, quindi..."back to basic". Credo che Enzo Mari abbia sempre ben saputo affrontare questo tema ed il suo ruolo con Muji lo testimonia ancor di più. Per dirla alla Jasper Morrison e Naoto Fukasaw: Super normal! Design senza autore o quasi per consegnare al mercato oggetti neutrali ma che, non per questo, rinunciano al progetto. L'ipertrofia del design secondo il mood tipico del mondo della moda ha saturato il sistema e risulta decisamente poco attuale; oggi, ancor più di prima, abbiamo bisogno di oggetti meno votati al consumismo, duratori e semplici.
mercoledì, marzo 25, 2009
Laboratorio di Informatica Grafica
